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Risposta agli articoli del Gazzettino dei giorni scorsi

In data odierna, il Gazzettino di Treviso, ha pubblicato la nostra risposta in merito agli articoli usciti nei giorni scorsi.

Nei giorni scorsi il San Camillo aveva annunciato che avrebbe risposto alle accuse

Nei giorni scorsi il San Camillo aveva annunciato che avrebbe risposto alle accuse mosse dai sindacati. E così è stato. Bianca Bertoncello, procuratore generale dell'Istituto Figlie di San Camillo, proprietario dell'ospedale di viale Vittorio Veneto, attraverso una nota entra nei dettagli dei nodi sollevati da Cgil, Cisl e Uil con la proclamazione dello stato di agitazione del personale tra infermieri, operatori sociosanitari e ausiliari. «Il personale è in numero adeguato e conforme a quanto prescritto dai requisiti regionali come dimostrato dalle visite di accreditamento effettuato dalla Regione -spiega Bertoncello- inoltre, le norme contrattuali e di legge sugli orari di lavoro sono rispettate ed è garan­tito sempre ai dipendenti il ripo­so come previsto per legge». Di seguito, il procuratore dell'Istitu­to si focalizza sull'impiego delle professionalità e sui contratti bloccati da 9 anni. «Il personale è addetto alle mansioni attinenti alla propria qualifica, come è noto a tutti i dipendenti -sottolinea- è sempre noto a tutti i dipendenti, e ancor più ai rappre­sentanti sindacali, che il San Camilla applica il contratto col­lettivo nazionale di lavoro Aris e non è nel suo potere di procedere al rinnovo del contratto che è negoziato a livello nazionale». Bertoncello, inoltre, replica alle 'sigle sindacali che avevano de­nunciato un sostanziale azzera­mento del fondò dell'ospedale per gli incentivi legati alla pro­duttività, un tempo da circa 350mila euro. «I rappresentanti sindacali sanno che non vi è alcun obbligo da parte dell'ospe­dale San Camilla di erogare tali incentivi -mette in chiaro- fermo restando che l'ospedale distribui­sce il premio di produttività previsto dal contratto Aris». L'ul­timo punto riguarda la decisio­ne, dopo aver installato 59 teleca­mere, di lasciare a casa 4 perso­ne della coop Cordusio che ga­rantivano il servizio di portine­ria notturna. «È evidente che il San Camilla è libero di sopprime­re il servizio di portineria nottur­na -conclude Bertoncello- tanto più che tale servizio costituisce una evidente anomalia per le strutture sanitarie che non pre­stano servizio notturno di pronto soccorso». Il 29 giugno dovrebbe esserci un incontro tra i vertici dell'ospedale e i sindacati. La speranza è che sia l'occasione giusta per sciogliere tutti i nodi.